IL BAMBINO ABUSATO direttore scientifico Dott. GIORGIO MARIOTTO

IL BAMBINO ABUSATO direttore scientifico Dott. GIORGIO MARIOTTO

L’approfondimento e la riflessione sulla definizione del fenomeno dell’abuso all’infanzia e delle singole manifestazioni

Di fronte al fenomeno dell’abuso all’infanzia, non certamente nuovo ma da qualche tempo sempre più al centro del dibattito e della riflessione culturale e sociale, ci s’interroga spesso sui ruoli e le competenze professionali, sui modelli organizzativi, sull’opportunità di proteggere ed intervenire in favore dell’infanzia maltrattata.

In questo contesto la scuola ha maturato un’attenzione particolare nei confronti della relazione con i bambini e si presenta come un luogo privilegiato, uno scenario di relazioni significative per i minori (diverse ed alternative rispetto a quelle familiari, in cui spesso si consuma la violenza). L’insegnante può divenire l’adulto di riferimento, a cui appellarsi nei momenti di bisogno, a cui comunicare in qualche modo una precisa richiesta d’aiuto.
La relazione educativa permette inoltre la possibilità di riconoscere i segnali di allarme, di raccogliere confidenze anche intime e personali. Alcune ricerche hanno comunque mostrato che la percezione del fenomeno dell’abuso all’infanzia da parte degli insegnanti assume tonalità differenti: in particolare, prevale un atteggiamento di sottovalutazione, rimozione e paura, come se questo argomento riguardasse realtà esterne, su cui non sia possibile intervenire. È, quindi, solo con il coinvolgimento di tutte le figure educative e di cura (educatori, psicologi, medici, assistenti sociali) che costituiscono la rete dei servizi a cui i minori afferiscono, che si può affrontare il problema.
Per rispondere adeguatamente alle domande degli operatori di questa rete su questo delicato argomento è necessario, quindi, un percorso di informazione e formazione. Per quanto concerne l’informazione, accade sovente di non conoscere nello specifico il fenomeno dell’abuso e maltrattamento infantile, le sue caratteristiche, i suoi risvolti sociali (in termini di conseguenze immediate ed a lungo termine). Inoltre, spesso gli operatori non sanno a quali servizi rivolgersi, quali interventi attuare in caso di sospetto: risulta, quindi, di fondamentale importanza fornire indicazioni anche su strutture e persone concrete a cui rivolgersi e fare riferimento in caso di bisogno (consultori, assistenti sociali, Tribunale per i minorenni, ecc.). L’insegnante e l’operatore non devono trovarsi impreparati e devono essere sostenuti di fronte alla necessità di fronteggiare il sospetto di abuso con le scelte conseguenti da attuare.
Per quanto riguarda la formazione, gli operatori a contatto con i bambini debbono esigere la possibilità di cogliere pienamente il significato del loro disagio, comprendendo in profondità cause ed effetti di alcune manifestazioni di malessere e difficoltà. Il lavoro formativo ha lo scopo di attivare ed affinare le competenze emotive e cognitive degli operatori nella relazione con i bambini, in maniera tale da sensibilizzare la scuola e i luoghi in cui vengono accolti i minori, nei confronti della cura e del benessere dei bambini, e da promuovere un’attenzione viva e specifica nella relazione interpersonale. Per gli operatori a contatto con la popolazione adulta è ugualmente essenziale la conoscenza del fenomeno dell’abuso e le sue conseguenze psicopatologiche, essendo prioritario poter offrire il corretto sostegno terapeutico al paziente. Il riferimento è ai pazienti afferenti ai SERT e ai NOA, dove l’abuso e le esperienze di maltrattamento e violenza possono essere alla base dei problemi di dipendenza.

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